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La giunta regionale procede verso l’abolizione delle comunità montane

Scritto da Redazione on venerdì, 18 giugno 2010No Comment

Tra le linee programmatiche della giunta Polverini, spiccava di seguito al riordino ed efficientamento del sistema sanitario, l’abolimento delle comunità montane, funzionale ad una diminuzione delle spese e ad una razionalizzazione dei servizi. La ragion d’essere di questi organi doveva essere quella di coadiuvare i comuni nell’assolvimento di determinate funzioni, in modo efficiente ed economico.  Tuttavia la gestione amministrativa e programmatica di questi organi sovra comunali è risultata ampiamente fallimentare, visto che nella maggioranza dei casi non sono stati in grado di assolvere alle loro funzioni, pur gravando in modo considerevole sulle risorse della regione e dei cittadini. Secondo l’indagine dell’Istat emerge che la maggioranza delle spese da essi sostenute fosse indirizzata alle spese correnti ovvero personale, amministratori e strutture. I criteri di assegnazione dei fondi erano evidentemente  poco chiari poiché hanno ottenuto tale nomina aree non aventi la vocazione di comunità montane come ad esempio la comunità di Gaeta, che si troverà si e no a un centinaio di metri di altitudine. In Italia esistono complessivamente 356 Comunità montane che hanno più di 12.800 consiglieri, questi organi pesano complessivamente sulle casse dello Stato 800 milioni di euro l’anno. L’abolizione delle Comunità montane, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, rientra fra le competenze legislative della regione, come sancito dall’art.117 comma 4 Cost. In virtù di tale potestà legislativa, la giunta regionale ha deciso per la loro abolizione, ed ha emanato una proposta di legge nella quale si specificano le modalità di assolvimento delle funzioni precedentemente assegnate a tali organi.  La proposta verrà discussa nei prossimi giorni con i rappresentanti delle Comunità montane. La commissione competente ha proposto l’assegnazione di determinati servizi ad Unioni di comuni.

Una volta sciolta la comunità, verranno nominati dei commissari straordinari dal Presidente della regione, i quali entro 90 giorni dalla nomina, dovranno acquisito il consenso da parte dei comuni, prima parti della comunità, di adesione all’unione, effettuare tutti gli interventi necessari, delegare all’Unione la titolarità giuridica precedentemente conferita alla comunità. A quegli enti che accetteranno la trasformazione in Unioni di comuni verranno assegnate risorse straordinarie per il triennio 2010-2013, necessarie al riassetto. Quelle realtà che al contrario rifiuteranno la trasformazione, alla scadenza dei termini previsti dalla legge verranno soppresse e messe in liquidazione. Le competenze e funzioni verranno distribuite fra i comuni che ne  erano parte, in proposito il Commissario straordinario provvederà ad assegnare le risorse finanziarie, umane e strumentali, facendo salvi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato. In tal modo, la pubblica amministrazione potrebbe contare sul risparmio delle risorse destinate al mantenimento degli immobili in affitto e di proprietà, inoltre verrebbero eliminate parte delle spese destinate all’organico assunto con contratti a  tempo determinato e a progetto. Secondo quanto stimato dalla giunta Polverini, il risparmio dovrebbe essere circa di 10 milioni di euro l’anno, che come sottolineato dal Capo gruppo della Lista Polverini, Enzo Di Stefano, in cinque anni ammonterebbe a ben 50 milioni di euro. Una cifra importante visto il profondo stato di crisi nel quale versa la nostra regione. Ha aggiunto l’Assessore ai rapporti fra gli enti locali e sicurezza, Giuseppe Cangemi, che parte dei soldi risparmiati, saranno reinvestiti in servizi di primaria necessità per le Unioni di comuni. Per il momento si tratta solo di una bozza, visto che ancora non è stato effettutato l’incontro con le comunità montane, ma assicura Giuseppe Cangemi che ha avuto un incontro preliminare con alcuni rappresentanti degli Organi montani, che queste realtà sono ben disposte, fatto che dovrebbe presupporre un’attuazione scorrevole dei cambiamenti.

Guarda l’Intervista su: italiatube.it

A cura di
Irene Giarracca

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