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“La regione che verrà” intervista al candidato Fabrizio De Jorio.

Scritto da Redazione on mercoledì, 17 marzo 2010No Comment

Durante le  interviste di questo format “La regione che verrà”  abbiamo parlato di molti argomenti, ma quasi mai dell’individuo, della rete di fragilità che a volte lo coinvolge, del silenzio che lo circonda.

Proprio questa “rete della fragilità” è stata inserita nel programma elettorale della nostra candidata Renata Polverini, la nostra  volontà è quella di garantire una vita più lunga e più dignitosa ai malati, ma anche alle loro famiglie, che troppo spesso vengono lasciate sole. Proprio a questo proposito presenterò una proposta di legge di un piano regionale in favore di soggetti affetti da malattia di Alzheimer ed altre forme di Demenza.

Cosa vuol dire avere un  malata di Alzheimer in casa?

Ho voluto capire cosa volesse dire veramente vivere con un malato di Alzheimer , così sono stato 36 ore con una famiglia che, ogni giorno, convive con questa malattia e mi sono reso conto di come queste persone non abbiano, a volte, materialmente il tempo di fare le cose più banali,  da cucinare a dormire, a farsi una doccia. Un malato di Alzheimer necessita di assistenza 24 ore al giorno, le famiglie più fortunate possono permettersi una persona che le aiuti, ma se questo non è possibile la situazione risulta difficilmente gestibile.

Prima di approfondire il discorso sulla sua proposta di legge vorrei affrontare  altre tematiche; quelle relative alla depressione e ai malati terminali, alla dignità del silenzio.

La depressione è il male del terzo millennio, cui molteplici sono le cause; la disoccupazione ad esempio, il ritmo caotico che si vive nelle grandi città, ma anche il sentirsi soli nell’affrontare la malattia di un proprio caro. Per quanto concerne i malati terminali, nel programma della dott.sa Polverini è previsto un ampliamento degli Hospice, strutture idonee per prendersi cura di loro, ma è stata anche programmata un’ assistenza psicologica alle famiglie di questi, così da evitare le patologie a cui accennavo prima.

Parlando di sanità, è previsto un incremento della popolazione, ne conseguirà la necessità di aumentare i posti letti, ma la tendenza in questi anni è una riduzione di questi, non sarebbe forse il caso di puntare maggiormente sulla prevenzione?

Certamente,  sono stati tagliati 6000 posti letto e chiusi 3 ospedali, una cultura della salute sarebbe molto importante, la Regione deve favorire questo processo attraverso una corretta comunicazione, ma anche creando i presupposti; ad esempio, una semplice passeggiata in un parco favorisce un vivere meglio,  ma se i parchi sono impraticabili dove vado? La Regione deve creare strutture adeguate.

Torniamo alla sua proposta di legge, lei ha utilizzato internet per “crearla”?

Questa idea mi è venuta dai giovani, da tutte quelle persone che utilizzano internet per lavorare. Vi è già un piano nazionale in favore dei soggetti colpiti da Alzheimer, ma non viene applicato, c’era la necessità di creare un piano regionale,  così ho abbozzato una proposta di legge, l’ho messa sul mio sito ed è nata un’integrazione da parte degli utenti della rete, al di là di un’ideologia politica, un momento di vera democrazia; una democrazia partecipata, con la televisione non è possibile interagire in questo modo.

La candidata Renata Polverini è molto sensibile ai nuovi media?

Ne ha fatto un suo cavallo di battaglia, la rete aiuterà a creare un ponte tra pubblico e privato, ad esempio, nella sanità un nuovo sistema di  ReCup, servizio unico di prenotazione telefonica, in rete porterà ad una velocizzazione delle prenotazioni, ad esempio, se non si trova posto in una determinata struttura pubblica si potrà prenotare direttamente in una struttura privata equivalente, ovviamente riconosciuta.

Parliamo della proposta di legge nello specifico. 

Consta di 13 articoli, il punto focale è quello che prevede una commissione regionale dell’Alzheimer, che detti delle linee guida su questa malattia, anche per le famiglie. Prevede un potenziamento dell’assistenza domiciliare; mi raccontava un dottore, il dottor Carbone, di come una signora il cui marito era malato di Alzheimer, si fosse rifiutata di farlo ricoverare perché l’ospedale distava troppo da casa loro e lei non poteva andarlo a trovare tutti i giorni. Potenziare il servizio domiciliare attraverso volontari, associazioni, specialisti, influirebbe anche sul versante economico, un degente costa molto di più rispetto ad una persona che vive a casa sua, dove la qualità della vita, oltretutto, è  migliore. Il  costo di 20, 25 ore settimanali, si pensava a dei vaucher, di assistenza  comporterebbe un notevole risparmio.  Un’altro punto, è stato il dottor Mariniano a proporlo, è quello di creare dei centri di sollievo, strutture residenziali che accolgono per periodi temporanei i malati che non necessitano di terapie particolari, così  da essere di sollievo per le famiglie che ne hanno necessità. Sempre per queste si prevede anche un sostegno economico, così come per le associazioni, puntando anche sulla formazione.

Viviamo in una società sempre più vecchia, gli anziani sono sempre più soli. La Regione deve intervenire, cosa pensa si possa fare?

Il 30% della popolazione è over 65 anni e si prevede  che tra 5 anni si arriverà al 33%, la Polverini al punto 25 del suo programma ha approvato un piano integrato socio-sanitario, che prevede; una riforma delle Ipab, di puntare maggiormente sulle cooperative sociali, di potenziare il fondo regionale, che potrebbe dare sollievo alle persone anziane.

Parlando sempre di anziani, cosa si può fare per quelle famiglie di anziani che hanno figli diversamente abili?

Attraverso la “rete della fragilità” di cui abbiamo già parlato, fornendo anche un sostegno economico, ma con la volontà di risolvere il problema, non tamponarlo.

Si potrebbe pensare di creare nuove reti per il sostegno agli anziani nei momenti di crisi, ad esempio, gli universitari potrebbero trovare alloggio presso alcuni di loro, secondo lei è una strada percorribile?

Certo, ma la Regione non può arrivare dappertutto, fonte di sostegno per queste attività potrebbero essere i fondi europei, di cui, durante la giunta Marrazzo, se ne sono usati una piccolissima parte, noi puntiamo molto su questi, ma non solo, si sono già studiate delle sinergie per combattere il problema della solitudine. Con Poste Italiane, le università e Microsoft si è pensato di creare delle postazione all’interno degli uffici postali, dove le persone anziane si possono recare e guidate da giovani universitari utilizzare internet per pagare le bollette, guardare l’estratto conto o semplicemente informarsi.

Concludiamo parlando di ricerca scientifica, perché la politica e, nello specifico, la politica regionale non si preoccupa della ricerca scientifica?

Mi è capitato di recente di andare in ospedale e vedere un ragazzino affetto da leucemia e lì vicino la sua mamma, mi è sembrata così sola; mi sono sentito responsabile, la regione è responsabile se non fa nulla per favorire la ricerca, io mi batterò per questo, se si incentiva lo sviluppo della ricerca è un vantaggio per tutti.

 E’ possibile vedere il video dell’intervista su : Italialivetube

    

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