Con lo shopping si guadagna
La cosiddetta oniomania, o più semplicemente mania del comprare, è quella sindrome che ti spinge ad un acquisto convulsivo anche quando in realtà non hai bisogno di nulla; se qualcuno ha letto “I Love Shopping a New York”, secondo romanzo di Madaline Wickham, sicuramente si ricorderà della protagonista Rebecca Bloowood.
Becky è una ragazza all’apparenza normale, vive a Londra, ha un buon lavoro, un ottimo fidanzato, una vita che può dirsi soddisfacente, ma, unico neo, ha un disperato bisogno di comprare.
Questo sua ossessione la porterà a perdere tutto a causa dei debiti per i troppi acquisti, ma, come ogni romanzo che si rispetti, il lieto fine è alle porte.
Becky riprenderà in mano la sua vita re-inventandosi un nuovo lavoro, a lei sicuramente più congeniale, la personal shopper, sanando i suoi debiti e riconquistando così il fidanzato.
Non bisogna essere le protagoniste di un romanzo o necessariamente rovinarsi la vita per diventare personal shopper, basta avere una forte passione, magari coltivata già in tenera, per tutto quello che è moda, unita ad un impeccabile buon gusto e “legittimarsi” attraverso gli attestati rilasciati da vari corsi che gli istituti italiani, resosi conto del fenomeno ormai dilagante, stanno istituendo.
In Italia questa figura è sempre più richiesta, principalmente in città come Milano, Roma e Torino. Il personal shopper può lavorare sia con il singolo cliente, normalmente una persona in carriera, benestante, che non ha tempo di dedicarsi agli acquisti o semplicemente non si fida del suo gusto, o per aziende di moda che hanno bisogno di trovare nuovi fornitori.
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