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La Prima Cosa Bella

Scritto da Chiara Carbone on giovedì, 21 gennaio 2010No Comment

Dopo circa due anni Paolo Virzì torna nelle sale italiane. Il regista livornese risponde agli esseri fantastici di Avatar, con un ritratto umano, che si muove tra dramma e commedia, privilegiando in particolar modo la seconda.
La Prima Cosa Bella, nelle sale romane da circa una settimana, è un affresco di un pezzo d’ Italia, di una Livorno dal 1971 a oggi, ma è soprattutto la storia di un rapporto complicato, e di un delicato confronto tra Bruno e sua madre, Anna Nigiotti in Michelucci, alias Micaela Ramazzotti.
Sbattuta fuori casa dal marito geloso, Anna dovrà fare i conti con una realtà non così rosea come si aspettava, e con due figli da dover crescere, tra continui traslochi, precarietà economica ed amanti più o meno saltuari. La storia si trascina fino ai giorni nostri, dove troviamo Bruno, il figlio, che deve fare i conti con il rapporto conflittuale che ha creato negli anni con la madre.
A partire dall’ambientazione, il film si presenta subito con tratti autobiografici, riproponendo il background sociale e culturale in cui l’autore è cresciuto. Rispetto a Ovosodo, però, l’altro ritratto livornese firmato dal regista, si nota una maggiore maturità, la perdita dei tratti caricaturiali a favore di una maggiore concentrazione sui risvolti psicologici e sui temi nostalgici.
Felice soprattutto la scelta degli attori: la scommessa sulla coppia Ramazzotti-Sandrelli nel ruolo della protagonista Anna negli anni 70 e ai giorni nostri, si rivela da subito vincente: a delineare anche i tratti autobiografici della storia, il regista avrebbe chiesto alla moglie Micaela di passare del tempo con la madre per studiarne i comportamenti, sebbene l’attrice abbia più volte dichiarato di essersi ispirata, nella caratterizza del personaggio di Anna, alla Sandrelli giovane, al suo candore e al suo essere un po’ svampita. Nel cast anche Claudia Pandolfi.
Virzì usa con intelligenza l’alternarsi dei piani temporali. Sincera e concreta, la pellicola è stata accolta con entusiasmo dai critici dei principali quotidiani nazionali e sta riscuotendo favore anche al botteghino. Emozionante la parte finale.

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